Pittore pisano, San nicola salva Pisa dalla peste,
sec. XIV-XV, part.

Le mura e la città di Pisa nel XII secolo

Siamo nel XII secolo. Pisa si trova al centro di una zona in cui convergono quattro possibili aree di utenza del suo porto marittimo: la Versilia, la Lucchesia, la valle dell’Arno, la Maremma. Le strade, seguendo in generale le coste e le alture, sono lunghe, lente e impervie, quindi le vie più frequentate sono quelle d’acqua; Pisa è una città di confluenza tra due fiumi, l’Arno e l’Auser; da qui la sua notevole importanza, La centralità della posizione geografica di Pisa rispetto a un ampio bacino d’utenza contribuisce a chiarire il suo protagonismo nell’ambito della generale rinascita delle città italiane dopo il 1000.

Con le mura del 1154 Pisa condusse infatti a conclusione un processo di espansione urbana iniziato precedentemente a seguito di una sempre maggiore importanza che essa stava assumendo dal punto di vista politico ed economico. Il mirabile progetto architettonico per la Piazza del Duomo testimonia la grandezza di Pisa che fin dal secolo precedente era tornata a essere un importante centro di attività culturale e commerciale e che in questo secolo vide rinascere una serie di notevoli attività artigianali. Comincia per Pisa un periodo abbastanza lungo di sviluppo. Il principale merito del progetto di costruzione della cerchia urbana del 1154 fu quello di corrispondere alla previsione di questo sviluppo con un razionale intervento sul territorio.

L’ampliamento urbano viene fatto secondo l’addizione di tre territori intorno al nucleo altomedievale: uno a ovest di Via Santa Maria, uno a est di Borgo, uno a sud dell’Arno. Ovviamente questi territori dovevano essere già abitati; con la loro inclusione all’interno della cerchia urbana si vennero a formare quattro quartieri: Ponte, Mezzo, Foriporta e Chinzica.

All’interno delle mura furono inseriti, insieme alla cattedrale, i più importanti monasteri suburbani ognuno con vaste proprietà terriere.

Il rapporto tra aree verdi e aree edificate attesta che all’interno della cinta perdura in questo periodo il legame tra abitazione orto e campo, legame ereditato dalla vita nei borghi. Di conseguenza deve essere riconsiderata quell’immagine convenzionale secondo cui nella città comunale c’è sempre identità domiciliare tra casa e bottega. In realtà ciò risulta vero solo in parte: A Pisa infatti le botteghe erano prevalentemente concentrate nella fascia meridionale del quartiere di Mezzo intorno alla zona commerciale (la piazza del grano, la pietra del pesce, gli scali fluviali) ed erano affittate da artigiani e rivenditori che abitavano in zone urbane più periferiche dove, tra l’altro, il bilancio familiare poteva essere integrato con prodotti della terra.

News

Torna su