Le mura e il colore

Mercoledì 16 aprile 2014 - ore 17:00
Aula Magna del Liceo Artistico “F. Russoli”, via San Frediano 13 - Pisa

ciclo di conferenze

Mura e dintorni

Le mura e il colore

Mariagiulia Burresi

Documenti e ipotesi sugli intonaci delle mura medievali

 

 

 

 

 

 

“Per avere un'idea della città tardomedievale, delle sue strade e delle sue piazze è necessario osservare gli sfondi architettonici delle miniature, delle tavole dipinte e degli affreschi”

H.P. Autenrieth, Architettura dipinta, in Enciclopedia dell’Arte medievale, 1991

Com’è noto, quando si studiano e si illustrano vicende, usi e costumi del passato si utilizzano sia la documentazione scritta che permane, sia la documentazione iconografica. In particolare per le epoche in cui la documentazione cartacea è scarsa o assente, come spesso accade per l’età medievale, le rappresentazioni di scene di diversi soggetti in affreschi, dipinti, codici miniati, sono riconosciute utilissime per verificare le varie ipotesi ricostruttive e vengono utilizzate come elementi documentali di alta attendibilità.
Un esempio per tutti: per illustrare la vita urbana medievale è consueto l’utilizzo dell’immagine del Buon governo affrescata da Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo Pubblico di Siena, che offre, con dovizia di particolari, un’immagine dettagliata della città e delle abitudini dei suoi abitanti all’inizio del Trecento.
Si può dire che non ci sia libro o pubblicazione storico-divulgativa che non si avvalga del sostegno di documentazione iconografica del periodo trattato, sia che si illustrino temi legati a personaggi storici, che ad abitudini di vita e a costumi dell’epoca esaminata: l’abbigliamento dei personaggi, gli arredi domestici e delle botteghe, gli strumenti e le modalità dei lavori e quant’altro.
Ma se questo accade da sempre per i temi indicati, a lungo invece non è accaduto per lo studio dell’architettura. Negli ultimi due secoli si sono infatti a lungo esaminati gli edifici nei loro aspetti volumetrici e formali senza tener conto di come fossero raffigurati nell’iconografia storica, a partire dalle epoche in cui venivano eretti. In particolare, solo dallo scorcio del secolo scorso le ricerche hanno affrontato sistematicamente lo studio degli intonaci, esaminando anche stratigraficamente le superfici esterne degli edifici e anche avvalendosi delle immagini che storicamente ci sono pervenute dell’aspetto originario delle stesse costruzioni e\o di quelle coeve.

Per gli aspetti generali del problema e la sua storia critica, si veda, per brevità, l’ampia e dettagliata voce “Architettura dipinta”, curata da H. P. Autenrieth nell’Enciclopedia dell’Arte medievale, corredata con dovizia di esemplificazioni e di una ricchissima bibliografia. Per un esame sintetico degli aspetti pisani dell’architettura dipinta (non solo medievale), si vedano anche di M. Burresi, I dipinti murali, in «Pisa Museo Aperto», n.10; e della stessa: Colori e decorazioni nell’edilizia civile pisana del Medioevo, in Le case torri, Guide n. 9, a cura di R. Ciuti, Fornacette (PI) 1999; Le decorazioni murali delle dimore pisane dal XII al XIX secolo, in Le dimore pisane. L’arte di abitare i palazzi di un’antica repubblica marinara dal medioevo all’unità d’Italia, a cura di E. Daniele, Firenze 2010 (Atti del convegno, Pisa 2009); Mura dipinte, in «Architetture Pisane», n.9, gennaio 2006; e inoltre di M. Burresi e A. Caleca, Affreschi medievali pisani, Pisa 2003.

Salvo casi eccezionali di cui si dà conto in conclusione a conferma delle ipotesi presentate nella seguente panoramica, non è stato invece sinora direttamente indagata la presenza di intonaci, e di intonaci dipinti, sulle mura urbane delle città e dei borghi murati medievali. Al massimo, si è registrata la presenza di affreschi nelle sovrapporte delle porte urbane, dove talvolta permangono immagini affrescate, prevalentemente dedicatorie di soggetto religioso.
Se invece esaminiamo, con lo stesso apprezzamento del loro valore documentale sopra ricordato per altre tipologie di indagini, le rappresentazioni di città, a partire dalle più antiche pervenute, ci accorgiamo che spesso le mura urbane si presentano intonacate, anche quando la raffigurazione delle città in esse contenute registra la presenza, in vari edifici urbani, di cortine in pietra a vista. E che spesso tali intonaci non appaiono semplici stesure a calce, frutto dell’uso di stendere sulle pietre o sui laterizi – col tipico movimento circolare della cazzuola – quanto debordava delle malte che li collegavano per ottimizzarne anche gli effetti sigillanti, ma presentano talvolta un cromatismo spiccato, per lo più di colore rossastro o ocraceo, anche quando non si raffigurano cortine in laterizi.

Letto 49 volte Ultima modifica il Giovedì, 15 Dicembre 2016 18:38

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